Rebecca, Toronto 2015
Sfioro la punta arrotondata del mio naso e sento i mutamenti sulla pelle chiara,
guerriera e barriere d'anima tocco.
Sento la mia felicità,
le tue palpebre che mi sfiorano e da lontano e vicino mi proteggono.
Sfioro la punta arrotondata del mio naso,
muta la mia pelle.
Oggi sfioro la punta arrotondata e liscia del mio naso,
oggi non squarcio corpo e anima.
Oggi vivo e ali apro.
Felicità scopro se copro le tue mani.
Sorrido perché timore non provo, non temo.
T'amo e
margherita non devo far sfiorire.
Difese argentee sbriciolano castelli di carta, t'amo.
Non devo celare le mie cicatrici, mia carta vetrata .
Oggi,
t'amo.
Volo unico, libellula e libertà, t'amo.
Esse;
Io sono, persa negli oceani, lacune incolmabili.Io sono priva di scheletro, io sono senza predicati verbali,
io demolisco parole infossate e respiri inanimati.
Io scavo parole piene e gravi , io non ho parole
cangianti.
Io non divido lettere e lettere mutanti ,
io non ho abbastanza schemi, articoli, vocali, consonanti e voci.
Voci sottili si consumano, io non ho le parole, quelle velate e poi svelate al padiglione delle notti scure.
Io non ho parole cangianti, io ho parole profonde. Saeglòpur, i tuoi occhi.
Esse;